Nella sera primaverile, di un calore inusuale, come una carezza di seta sulla pelle, Anjali si fece strada attraverso la folla che si godeva il centro. Bastava dare agli abitanti di Portland un po’ di tepore e si riversavano tutti fuori, dimentichi delle tristi giornate invernali.
Kiran camminava accanto a lei, controllando le strade in cerca di segni di demoni che volessero approfittarsi delle folle umane. Poco prima, sua cugina aveva strinato di nascosto un coboldo intento a legare insieme i lacci delle scarpe di un uomo seduto al tavolino esterno di un bar. Il piccolo demone, delle dimensioni di un idrante, aveva inveito brontolando, ma si era dato alla fuga.
Per fortuna, la maggior parte degli umani non possedeva la capacità di vedere le creature soprannaturali dall’aspetto più magico. Anjali non voleva immaginare lo scalpore e il panico che si sarebbero diffusi se l’umanità fosse divenuta consapevole di tutte le specie soprannaturali che condividevano il suo mondo.
Stavano svoltando un angolo quando la familiare seta nera della cappa del suo demone ombra preferito si avvolse attorno a lei. Thorne la prese fra le braccia, la schiena di Anjali contro il suo petto, e sfregò il naso contro il suo collo. Brividi caldi percorsero la pelle di Anjali, accendendo fuochi di piacere.
“Anjali?” Kiran si era fermata e ora si stava guardando attorno, cercandola con lo sguardo.
Thorne lasciò cadere la cappa di ombre, badando a farlo nella nicchia all’angolo dell’edificio contro cui l’aveva attirata, per non attirare troppo l’attenzione verso la sua comparsa improvvisa.
“Sono qui,” disse Anjali, toccando Kiran sulla spalla.
Sua cugina si voltò e fulminò con lo sguardo Thorne. “Piantala di farmi prendere un colpo, demone.” Le parole e l’espressione di Kiran potevano anche essere severe, ma la sua voce tradiva il suo affetto crescente nei confronti dell’erebos. Nelle ultime quattro settimane, Anjali aveva gentilmente insistito affinché trascorresse del tempo con lei e Thorne, e più Kiran aveva approfondito la conoscenza del demone, più in fretta i suoi vecchi pregiudizi erano svaniti, per lasciare il posto a una riluttante accettazione e – alla fine – a bonarie prese in giro.
Gli occhi di Thorne brillavano di divertimento, anche se la sua espressione era ancora seria. “Che ne diresti se ti dessi invece qualche informazione?”
“Tipo?” Kiran si mise entrambe le mani sui fianchi.
“Ci sono un paio di shedim che vogliono ‘darsi all’allevamento’ rapendo umani ubriachi di ritorno a casa. Hanno preparato una bella strategia, che hanno discusso nel dettaglio. Potrei farti un riassunto, ma credo che tu preferiresti avere il loro indirizzo e farli fuori.”
Kiran tirò fuori il cellulare. “Spara.”
Thorne le diede l’indirizzo mentre Kiran se lo appuntava, per poi chiamare zia Madhuri allo scopo di ricevere rinforzi per sbarazzarsi degli shedim.
Accoccolandosi contro il suo compagno, Anjali si stupì dei cambiamenti avvenuti nelle ultime settimane. Convincere la sua famiglia che Thorne era buono e degno di stare al suo fianco non era stato facile – l’opera era ancora in corso – ma il fatto che lui si fosse offerto di mettere le sue doti di spia al servizio delle streghe era certamente servito a facilitare le cose.
Nani Shobha continuava a rifiutare stoicamente di permettere a Thorne di entrare in casa sua, anche se, perlomeno, aveva smesso di minacciare di trasformarlo in un cuscino per il divano. Zia Madhuri lo trattava con fredda cortesia, mentre sua cugina Jaya sembrava essersi presa una cotta per lui: tutte le volte che lo vedeva, il suo colorito si faceva rosso vivo.
La reazione del padre di Anjali, tuttavia, era stata la più sorprendente di tutte. Quando aveva conosciuto Thorne per la prima volta, suo padre gli aveva stretto la mano e gli aveva chiesto a bassa voce: “Hai salvato la vita di mia figlia?”
Sconvolto, Thorne aveva annuito.
“La proteggerai?”
“Sempre.”
Suo padre aveva osservato Thorne per un lungo istante e, sebbene – in quanto essere umano – non possedesse alcuna dote magica, Anjali avrebbe potuto giurare che avesse effettuato la lettura del pensiero più profonda mai svoltasi. All’apparenza soddisfatto di ciò che aveva scoperto, suo padre aveva annuito e aveva fatto un passo indietro. “Ottimo. Avete la mia benedizione.”
Il resto della scena si era dissolto in un quadro sfocato a causa delle lacrime di gioia che avevano riempito gli occhi di Anjali.
“D’accordo,” disse Kiran, mettendo il cellulare in tasca, “sembra che abbiamo del lavoro da fare.” Agitò le dita e stiracchiò la mano in una teatrale preparazione al lancio di qualche incantesimo. “Tu sei a posto, Anju?”
“Ci penso io.” Thorne strinse a sé Anjali, le mordicchiò il collo e le baciò l’orecchio, facendola ridacchiare.
Kiran levò gli occhi al cielo. “Trovatevi una stanza.”
“Ho un’idea migliore.” Ciò detto, Thorne avvolse Anjali fra le ombre.
Sua cugina scosse la testa, le labbra sollevati agli angoli, e se ne andò.
Da sola col suo demone in un mare di persone che camminavano loro accanto senza vederli, Anjali si voltò fra le sue braccia, tracciando con le dita una linea dalle sue labbra fino al suo mento e alla vena pulsante del collo. Il battito del cuore di Thorne accelerò sotto il suo tocco.
“C’è una cosa che vorrei fare da un po’,” mormorò Thorne.
“Sì?” Anjali aveva lo sguardo fisso sulla sua bocca, l’ombra di un sorriso che gli sfiorava le labbra.
Sporgendosi, Thorne la spostò contro la parete della piccola alcova. Il suo fiato le solleticò l’orecchio mentre diceva, in un tono di voce che le trasformò le ginocchia in gelatina: “Sono davvero felice che tu non indossi i jeans, questa sera.”
“Eh?”
Thorne le infilò una mano sotto la gonna nera pieghettata, fino alla coscia, e la toccò. Anjali sussultò e gemette; il suo sesso reagì al tocco del demone con una eccitazione istantanea e calda come la lava. Il legame di accoppiamento vibrò di energia sessuale mentre lui le scostava le mutandine e le stuzzicava le labbra.
“Dei,” mormorò Anjali, premendosi contro le sue carezze. Gli buttò un braccio attorno al collo. “È molto più sporco di qualunque fantasia io abbia mai avuto su di te.”
La risata di Thorne era carica di voglia sensuale. “Ho appena cominciato.” La baciò, le mordicchiò il labbro inferiore e le abbassò le mutandine fino alle ginocchia. “Toglitele.”
Col respiro sempre più affannoso, l’eccitazione che montava come un’onda nel suo sangue, Anjali obbedì e riuscì a levarsi l’intimo senza rompere il contatto fisico con Thorne. Perdere la copertura della sua cappa, ora, sarebbe stato disastroso. Thorne prese le mutandine e le gettò fuori dalle ombre, senza nemmeno guardare dove sarebbero atterrate.
“Thorne!”
“Shhh.” Il demone le posò un dito sulle labbra, una preoccupante scintilla di malizia erotica negli occhi. “Ti suggerisco di cercare di fare silenzio. Le ombre assorbono parte dei suoni, ma non tutti.” E prima che lei potesse protestare o anche solo prendere fiato, lui le cadde in ginocchio di fronte e appoggiò la bocca sul calore pulsante in mezzo alle sue gambe.
Anjali gli afferrò i capelli arruffati con una mano, coprendosi l’altra con la bocca per evitare di lasciarsi sfuggire un gemito. La lingua diabolicamente talentuosa di Thorne le accarezzò il clitoride sui lati, destra, sinistra, di nuovo destra, mancando sempre di pochissimo il centro del suo piacere… ed eccitandola sempre di più. Dannazione, Thorne aveva imparato davvero in fretta quali mosse la facessero fremere contro di lui come una gatta in calore.
A pochi passi di distanza, la gente passeggiava, parlava, rideva, si godeva la serata, e lei era lì, premuta contro il muro con la gonna sollevata fino ai fianchi e un uomo splendido che gliela leccava, protetta solo dal nero velo delle ombre. La consapevolezza di essere quasi esposta al pubblico le mandò un brivido lungo le vene.
Thorne le sollevò la gamba destra, mettendosela in spalla, allargandola ancora di più, e la penetrò con due dita mentre le succhiava il clitoride. Ondate di tensione sensuale sempre più forti invasero il suo corpo, cancellando ogni pensiero. Spietatamente, Thorne piegò le dita dentro di lei, spiegando il punto che la trasformava in un gattino miagolante, e le diede una serie devastante di leccate e piccoli morsi al clitoride.
Le sensazioni presero il volo e si schiantarono in un’onda di piacere. Le ginocchia di Anjali quasi cedettero per la forza dell’orgasmo, ma Thorne la sostenne premendola contro il muro. Lei si morse dolorosamente la mano nel tentativo di soffocare il gemito disperato che voleva uscire dalla sua gola. La mano che teneva nei capelli di Thorne si strinse a pugno e lui ebbe un sussulto.
Scosse di piacere sessuale pulsarono dentro di lei mentre guardava il demone rialzarsi. Thorne si assicurò di continuare a toccare la sua pelle mentre si rimetteva in piedi. Gli occhi azzurri come un cielo invernale che brillavano di desiderio e di un orgoglio molto mascolino, il demone incrociò il suo sguardo.
“Mi hai strappato i capelli.” Col pollice, le accarezzò il labbro inferiore.
“Ti sta bene per avermi fatta esplodere quando non posso sfogarmi gridando.”
La risata profonda di Thorne fece un sacco di altre belle cosacce alle sue parti femminili. “Non ho ancora finito.”
“Co–”
La domanda le morì sulle labbra in un gemito di sorpresa quando Thorne la sollevò con le mani sotto il sedere, le allargò le gambe e la penetrò con un unico affondo fluido. Dei, era davvero furtivo. Anjali non aveva nemmeno notato che si era slacciato i pantaloni. Non che avesse davvero modo di stupirsi, mentre la sua mente e il suo corpo cedevano allegri al rapporto sessuale più gloriosamente grezzo che lei avesse mai avuto.
Ma a colpirla fin nel profondo non erano solo la passione pura e gli affondi bruschi, che avrebbero assicurato che lei, fino al giorno dopo, sarebbe andata in giro zoppicando e con un sorriso appiccicato al viso. Era ciò che brillava dietro la ferocia con cui lui la prendeva: la profondità del suo amore attraverso il legame di accoppiamento, la dolcezza con cui le sfiorava le labbra, il calore nel suo sguardo. E in quel momento, il mondo al di là delle ombre svanì davvero, lasciandoli soli in un bozzolo di calore, piacere e sussurri d’amore.
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Grazie per aver letto la storia di Anjali e Thorne!
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